Spezzarsi ma non piegarsi

giovedì 12 Giugno 2025
Nike «dalle belle caviglie» («Νίχην καλλίσφυρον»), così l’aveva chiamata Esiodo nella Teogonia (verso 384), è «γλυκύδωρε», ovvero «dispensiera di dolcezze», come la definisce il poeta greco Bacchilide, all’inizio dell’epinicio (canto corale che celebra i vincitori degli agoni) per Alexidamos di…

Principî e ideali

Nel «minuto del secolo» l’impronta di rivincere

martedì 17 Giugno 2025
Rappresenta bene l’anima del verbo rivincere l’interminabile minuto che ha deciso la «partita del secolo», «partido del siglo», come recita la targa (vedi foto) esposta allo stadio Atzeca di Città del Messico, dove, il 17 giugno del 1970, davanti a 102.444 spettatori. l’Italia di Ferruccio Valcareggi batté 4-3 la Germania Ovest, nella semifinale del Mondiale di calcio.L’infinito presente che definisce questo…

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Nel «minuto del secolo» l’impronta di rivincere

martedì 17 Giugno 2025
Rappresenta bene l’anima del verbo rivincere l’interminabile minuto che ha deciso la «partita del secolo», «partido del siglo», come recita la targa (vedi foto) esposta allo stadio Atzeca di Città del Messico, dove, il 17 giugno del 1970, davanti a 102.444 spettatori. l’Italia…

Spezzarsi ma non piegarsi

giovedì 12 Giugno 2025
Nike «dalle belle caviglie» («Νίχην καλλίσφυρον»), così l’aveva chiamata Esiodo nella Teogonia (verso 384), è «γλυκύδωρε», ovvero «dispensiera di dolcezze», come la definisce il poeta greco Bacchilide, all’inizio dell’epinicio (canto corale che celebra i vincitori degli agoni) per Alexidamos di Metaponto, chiarendo:…

Una Terza pagina contro la logotomia

mercoledì 11 Giugno 2025
Consuetudine giornalistica-editoriale tutta italiana, la Terza pagina ha origini più antiche di quelle che la vulgata ravvisa e racconta. «Per evitare di tramandare idee distorte e facili stereotipi», lo ha ribadito anche Paolo Di Stefano sul Corriere della Sera dell’11 dicembre 2021,…

Sulle orme della vera vittoria nello sport

giovedì 5 Giugno 2025
Aprendo il suo «Match retour – Anthropologie de la revanche», suscitato dalla partecipazione al Festivalfilosofia di Modena del 2016, Marc Augé, uno fra i pensatori più significativi dell’antropologia contemporanea, è chiaro: «La compétition sportive est un terrain anthropologique» («la competizione sportiva è…

Una ricerca all’infinito…

mercoledì 4 Giugno 2025
Rivincere è l’infinito presente che ci definisce, il nostro verbo, intendendo per verbo non solo il predicato nudo e crudo, ma la parola capace di trasmettere identità, l’infinita presenza del pensiero che ci anima. È molto più del «vincere di nuovo» che…

Spezzarsi pur di non piegarsi…

Muovendosi contro il «pensiero unico», il «politicamente corretto», la «cancel culture», la censura, l’omologazione di massa, ormai imperante a tutti i livelli, riguardando anche il gusto e il sapore (che è sapere), rivincere® insegue bellezza e verità, è ispirato dal «λόγος», la «parola» che è pensiero e ragione, coltiva la riflessione critica, punta al dialogo, non disdegna l’anticonformismo e non ha paura del contagio.
L’icona di rivincere® evoca la Nike di Samotracia, reinterpretata in un ramo a forma di erre minuscola, l’iniziale dell’infinito che ci definisce e di RUMPOR, RENASCOR, REVINCO: questi tre verbi latini, lontani dalla flessibilità e dalla elastica resilienza “adattiva”, manifestano la volontà di erompere, proprio come fa la gemma di un albero aprendosi alla luce, per emergere, sbocciare e rifiorire. Esprimono, dunque, la determinazione di irrompere nella realtà per incidere su di essa.
Se la retorica della resilienza (concetto di moda e parola la cui origine rimanda al verbo latino «resilire», ovvero «saltar indietro», «ritornare di corsa, affrettarsi a retrocedere», «rimbalzare», «ritirarsi, restringersi», «rinunciare, disdire») invita il soggetto ad adattarsi all’oggetto (ma dovrebbe essere sempre il soggetto ad agire per mutare l’oggetto, conformandolo a sé), oggi, più che mai, occorre l’intransigenza di chi, fedele ai propri principî, è ancora capace di dissentire e non è disposto, in nessun modo, a scendere a compromessi vendendo se stesso o asservendo la propria anima.

Le storie raccontate da rivincere® scaturiscono proprio dal nostro infinito presente, che non nasce dalla competitività, non rincorre il successo a ogni costo e non è orientato (o perlomeno non lo è principalmente) al «vincere di nuovo».
Perché rivincere® significa innanzitutto «riconquistare, recuperare, riguadagnare, ritrovare», affonda le radici nel terreno perduto e, pur passando attraverso la sconfitta, non mira alla rivendicazione, alla rivalsa e alla rivincita.
Affrontando la crisi (intesa etimologicamente come «giudizio», «scelta» e «decisione»), il nostro infinito intraprende quell’infinita ricerca («quête») che innalza lo spirito, facendolo decollare verso la vera vittoria, suscitata dall’emergere (e riemergere) delle potenzialità interiori, dispiegate fino all’autorealizzazione di sé.
A vibrare in rivincere® è, prima di tutto, questa «quête» che erompe dallo spirito dell’uomo non disposto ad arrendersi.
È la ricerca sempre viva e ardente nel cuore dell’uomo che insegue bellezza e verità e preferisce spezzarsi pur di non piegarsi.

Autori

  • Filippo Brusa

    Giornalista professionista, autore e conduttore televisivo, applico il giornalismo come strumento per comprendere il mondo, lotto contro l’ipocrisia del politicamente corretto, contro la banalità del luogo comune e contro il «pensiero unico»

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